Africa

Faccia a faccia con il grande squalo bianco.

Non c’è creatura sulla terra che incuta più timore del grande squalo bianco. Una paura ancestrale fomentata, negli anni ’70, da un famoso film di Spielberg che contribuì a costruire un immagine cruenta e poco veritiera dell’imponente animale.

Animali primitivi che vivono in un regno che non è il nostro e che poco conosciamo: l’Oceano.     

Proprio la voglia di superare questa paura è stata la spinta per imbarcarmi in questa avventura, volevo vedere con i miei occhi questi predatori del mare tanto temuti che altro non sono che placidi enormi animali che difendono il loro habitat.

Te ne accorgi quando li vedi nuotare con le otarie attorno a te senza aggressività, cacciatori guidati da un forte istinto.

Siamo noi uomini il loro vero nemico, i predatori, li peschiamo, ne tagliamo le pinne con dei ferri roventi e li ributtiamo in mare, una pratica barbara che sta minando l’esistenza di questa specie.

Shark Tourism

Lo “shark tourism” nasce negli anni sessanta in Australia che, come si può immaginare, restò per molti anni la meta esclusiva per provare questo speciale tete-a tete.  

L’isola più grande del mondo però era lontana e costosa e per questo motivo gli operatori dovettero cominciare a cercare nuovi luoghi dove praticare questa adrenalinica attività. 

Fu così che  Sudafrica, MessicoNuova Zelanda cominciarono ad attrezzarsi!

Particolarmente famosa divenne Gaansbaai in Sudafrica a poche ore di macchina da Cape Town.

Gli animali avevano trovato, nella baia, un posto ideale per vivere grazie all’abbondanza di cibo dovuta alle grandi colonie di Otarie del capo che durante la caccia obbligavano l’animale a fare grandi balzi fuori dall’acqua.

Da qui, la notizia che gli squali “volavano” si sparse velocemente nel mondo facendola diventare regina indiscussa dell’avvistamento allo squalo.

Noi siamo andati proprio in questa baia per tuffarci nel profondo blu dell’Oceano e trovarci faccia a faccia con questo incredibile animale.

 

Gaansbaai, Western Cape

L’escursione comincia al mattino prestissimo. Dopo un piccolo brief e dopo averci fornito il materiale necessario si salpa per questa avventura a bordo di piccole imbarcazioni attraccate nella  baia del villaggio.

Saliamo sulla nostra barca e la tensione comincia leggermente a salire.

Solitamente ci si dirige a Shark Alley, a circa 20 minuti di navigazione, un canale tra due isole che ospitano una grande colonia di otarie .

Cominciamo a scrutare in mezzo al blu profondo dell’oceano Atlantico che si muove sotto di noi inquieto ma vediamo solo otarie che giocano.

Non nascondo che comincio ad avere un pò di  paura e una sorta di ripensamento comincia a farsi strada nella mia mente proprio mentre la guida ci ribadisce che se non c’è la sentiamo possiamo rimanere ad osservare l’animale dalla barca.

Ci penso ma poi lo vedo.

Un misto di adrenalina ed eccitazione sale, 4 pinne cominciando ad affiorare ed immergersi nel mare. Sento una strana euforia nella pancia che fa scomparire la paura e la trasforma in impazienza, non vedo l’ora di entrare nella gabbia.

Ombre di 4-6 metri nuotano nel mare, si avvicinano, si allontanano.

Mi avvicino al bordo della barca per vederli meglio e per fare qualche foto ed è in questo momento che lo squalo alza la testa fuori dall’acqua come a guardarci,calmo, primitivo e affascinante al tempo stesso.

 

Trattieni il respiro

E’ arrivato il momento, mi immergo… l’acqua è gelida ma non me ne accorgo, sono talmente rapita dalle emozioni che riesco solo a captare le parole “down down down” pronunciate dalla guida che ci intima di immergerci perchè l’animale sta arrivando.

Silenzio, sono sotto acqua in una gabbia che mi protegge, l’Oceano è torbido ma il mio sguardo cerca insistentemente di penetrarlo, eccolo è davanti a me. Ancora silenzio, dimentico le persone che sono nella gabbia, con me c’è solo lui enorme ed affascinante che nuota nel suo regno.

Della paura iniziale non c’è più traccia e vorrei che questa esperienza duri un tempo illimitato ma anche gli squali ad un certo punto si stancano di farsi ammirare e se ne vanno. 

Usciamo dall’acqua e ripartiamo alla volta del villaggio ancora galvanizzati da questa esperienza unica che vi resterà impressa nella memoria. Ancora oggi quando ci ripenso il ricordo è vivido.

Rientriamo in porto e ci prepariamo per la prossima tappa si parte alla volta di Hermanus per vedere un altro grande abitante del mare, la balena ma.. questa è un’altra avventura…

 

 

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