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Ricordi d’Africa – La storia di Vicky

 

Amo l’Africa.

Ho il Sudafrica nel cuore: I suoi colori, la sua gente, quell’aria speciale un po’ magica che ti accoglie sempre, tanti i miei viaggi e le mie esperienze in quel mondo magnifico, tanta la gioia di ritornarvi sempre.

Quella volta mi trovavo a Cape Town una città magnifica per la sua posizione fra il mare e le montagne, i suoi colori e per quella “tavola” che frena le nuvole creandone il tratto inconfondibile.

 I suoi dintorni sono indimenticabili, Stellenbosh la vecchia capitale in autunno viene invasa dalle eleganti jacarande che incorniciano i suoi vigneti e le fattorie.

Tutto attorno alla città panorami mozzafiato come quello del Capo di Buona Speranza, animali curiosi come i pinguini di Simonstown, le persone così allegramente lente e sorridenti che animano le colorate casette di BooKaap ma … Capetown non è solo questo.

Durante quel viaggio ero da sola ed avevo deciso di visitare una delle township, groviglio di case in lamiera che nascondono un’ umanità colorata, che si estendono a pochi passi dalla downtown di Città del Capo.

Avevo letto una bella storia che mi aveva incuriosito molto, quella di Vicky e del suo piccolo Bed and Breakfast aperto nel 1999 a Khayelitsha uno dei più grandi e poveri distretti della città.

Volli andare ad incontrarla, mi informai e partii per questa strana visita accompagnata da una guida locale, qui come potete immaginare è d’obbligo.

 

Una grande persona Vicky, una mamma giovane e coraggiosa, una donna determinata che cercava con le sue forze e le risorse a disposizione di regalare un futuro migliore ai suoi 5 figli ma non solo, anche alla sua gente, un umanità silenziosa.

Desiderava fortemente far conoscere la sua Khayelitsha e la sua comunità, aiutava una scuola raccogliendo donazioni per i più piccoli ed organizzava dei minitour per cercare di abbattere l’ignoranza che copriva come una nebbia questi luoghi assolati.

Piano piano, dal niente, era riuscita a creare questo piccolo gioiellino semplice, pulito ma graziosissimo, con 6 camere tutte molto ben tenute. Un luogo dove traspariva l’impegno e l’amore che Vicky quotidianamente metteva nella sua attività tanto da farle meritare delle ottime recensioni persino sulla guida Lonely Planet.

Vicino al ” Vicky’s BeB -S.Africa’s smallest Hotel”  sorgevano un asilo ed una scuola per l’infanzia con dei piccoli ospiti che spesso lei stessa, con i suoi guadagni, portava in “gita” a Cape Town per far capire che lì fuori c’era  un mondo migliore per cui valeva la pena combattere.

Rimasi molto colpita da questa donna e dalla sua realtà.

Una volta rientrata a Trieste le scrissi una mail per congratularmi per la sua lungimiranza, la sua forza, i suoi propositi, il suo vivere il turismo in modo così prezioso.

Vicky oggi non c’è più, è stata uccisa nel 2012 da suo marito davanti ai suoi bambini, per gelosia.

Quando l’ho saputo sono rimasta impietrita e senza parole ma il suo sogno di un futuro migliore non si è spento con lei, viene portato avanti con dignità e amore dalla figlia con il piccolo BB sempre li, fra le lamiere di Khayelitsha.

 

 

 

 

 

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